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mercoledì 20 aprile 2016
Capitolo 98 - More than words
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lunedì 7 marzo 2016
Capitolo 94 - Ricominciamo
Dunque (non si inizia mai una frase con dunque, ma è il mio blog e la sintassi la decido io. Zah.), siamo alle solite. Mi riprometto di scrivere, di sbattermi con la testa sulla tastiera ed aggiornare questo spazio e mi ritrovo dopo quasi un anno a non averlo ancora fatto. Qual è la soluzione? Prima di tutto incollare l'aggiornamento da un altro blog che non si fila nessuno (e andrò a farlo tra pochissimo) e poi inserire un altro account amministratore collegato a quello che uso maggiormente, perché se devo pensare di connettere e disconnettere ogni volta che ho la vaga intenzione di scrivere, finisce in un bidone. Quindi l'auspicio è che d'ora in poi riesca a ritagliarmi lo spazio serio un po' più spesso. Andiamo con ordine.
Questo è stato il mio 2015. Qualcosa l'avevo già detta, qualcosa no, fatto sta che va tutto bene. Ho una routine abbastanza stressante che mi lascia poco tempo per l'ansia, nonostante i miei onnipresenti dolori di stomaco non mi abbandonino mai. Piero è un ragazzo fantastico e l'idea di un futuro con lui è sempre più radicata. Ha una pazienza infinita e non ha bisogno che gli dica bugie. Mi conosce fin troppo bene. E questo mi fa stare molto tranquilla perché non ho più bisogno di nascondermi per stare a mio agio. Abbiamo visto insieme il concerto dei Musica Nuda e sono molto motivata a fare sempre meglio sul piano artistico. Qualche settimana fa ho firmato il contratto con Caracò, quindi si preannuncia un periodo pieno di sorprese come direbbe Bersani. Incrociamo le dita.
Resoconto 2015
356 giorni dopo.
Gennaio: Piero a faccia in giù nella neve. È l'immagine più dolce che ho di lui, con uno sci al piede e l'altro lontano, il cappello storto e gli occhiali da sole a sei metri. Ci siamo fatti le foto dopo la caduta con lo spirito del "Dovessi morire alla prossima discesa, almeno hai delle foto con me!". Poi c'è Paillettes ed point noirs, il nostro successo, ma quella è un'altra storia. Il 7 Gennaio mi sono iscritta alla Scuola del Rock, in quel giorno è cominciato il sogno.
Febbraio: Smells like teen spirit al Living Room di Putignano con successiva crisi mistica per aver cantato live davanti ad un pubblico vero. Il mio compleanno con degli amici scelti e la jam improvvisata nel salone di casa mia. Mario ed Angela, il vino, le chitarre e le risate. E poi, ovviamente, il matrimonio dell'anno: Eleonora e Gianni, una cerimonia bellissima, tanto vino, Piero che mi fa volare mentre balliamo, i fuochi d'artificio e le guantiere di paste.
Marzo: cicciosità a non finire. Zeppole, ciambelle e chi più ne ha più ne metta, Erika compie 18 anni e quale occasione migliore per continuare a mangiare l'impossibile? Duetto con mio padre su Father and son di Cat Stevens, Jam Sessions ed il Trio Bobo a Molfetta. Faso che chiacchiera con noi come se ci conoscessimo da una vita e Piero con l'espressione di un bimbo a cui hanno regalato il trenino dei suoi sogni.
Aprile: Caparezza al Palaflorio. Pasquetta dalla nonna di Piero con tutta la sua famiglia, Nonna Elena è la persona più dolce dell'universo e suo nipote ne è la conferma. Finalmente conosciamo Lola e Luna, le mie pro-pro-pro oh insomma, le figlie di Alessandro e Cristina. Compleanno di Angela e concerto in suo onore, inaugurazione della nuova sede dell'associazione e, a parte degli scazzi con qualche idiota che non sa tenere la lingua a posto, un onomastico sereno e l'inizio delle prove con il gruppo di Lino. Intanto Mario segue la mia ispirazione musicale e mi permette di cantare Leading My Soul, la mia canzone. Per poco non piango, ma ci sono tutti a sostenermi e l'emozione è indescrivibile. Il 29 aprile spedisco il plico al Garp Festival dopo aver scritto il finale del libro. L'ho fatto davvero?!
Maggio: maratone di Star Wars e prove dei Guns 'N Roses a parte, fa caldo ed è tempo di mare. Majid festeggia il suo matrimonio a Conversano ed esce Cari Mostri di Stefano Benni. Quando siamo belli tranquilli e abbiamo in programma una comunione ed una cresima dei cuginetti di Piero, arriva la mail dal Garp: "Abbiamo ricevuto tutto, la premiazione è il 22 Maggio, dovresti esserci.". Biglietti del treno, valigie, stazione, Mercato delle Erbe. Ovvio attacco di panico mentre intervistano Lo Stato Sociale in attesa che proclamino il vincitore del premio. Alle 23.06 tremo sulla sedia. Morozzi si decide a proclamare il vincitore mentre Piero mi stringe la mano e con l'altra registra con la reflex. "Vince il premio Garp 2015: Storia di Lei.". E muoio, letteralmente. In piedi, braccia in aria in segno di vittoria, saltello verso le scrivanie dietro le quali sono seduti scrittori, editori e artisti vari con un sorriso che va da un orecchio all'altro. Storia di Lei diventerà un libro.
Giugno: mare, sole, pranzi romantici e serate a base di Castle. Quando qualcosa funziona bene viene naturale!
Luglio: altro matrimonio a sorpresa, Marika e Gigi ci fanno apprezzare la compagnia di parenti che non vedevo da secoli e ballare fino a notte fonda nonostante la storta alla caviglia presa sugli scogli al mare con Piero. Tutto sommato, per ogni cosa che si rompe, se ne ripara una nuova; iniziano i saggi di fine corso della Scuola del Rock e la serata finale è un evento sensazionale. Purtroppo è necessario anche fare i conti con la realtà ogni tanto, quando sembra che tutto proceda bene, mio nonno ci lascia.
Agosto: cavalli, isterismi, Alessandra, Minions. Il primo anno con Piero, una passeggiata a cavallo e i pantaloni strappati. Giri turistici con Alessandra e Stefano tra Monopoli ed Alberobello.
Settembre: in viaggio con Piero, finalmente. Gallipoli, Rivabella, Nardò, Porto Cesareo, Lecce, Leuca, Sannicola, quel posto con le torri erse nel mezzo del nulla, i pasticciotti, il ventilatore che fa il bordello di notte, luci spente e zanzare in agguato, ovetti e sorprese, la Taverna dei Viandanti dove si mangia a poco prezzo e si sta bene, io che dormo sulla spiaggia e Piero che si prende cura di me, la Coca Cola ghiacciata, i fenicotteri, la playlist del viaggio, le canzoni degli Zio Ematitos e quella voglia di non tornare a casa mai più. Il tramonto sul mare, insieme. L'esame d'ammissione al consevatorio, Elio E Le Storie Tese ad Orta Nova con gli autovelox che non ci hanno preso.
Ottobre: Milano da Alessandra, nottate di chiacchiere, lacrime e sorrisi, pioggia, musei, Duomo e Monumentale, libertà e senso d'appartenenza ad una città sconosciuta, Expo e tanta delusione, Sushi e un ciao malinconico dal finestrino del pullman. Per consolarci, una bella cenetta in due a Terrearse.
Novembre: la palestra, dannazione. Mi sono fatta convincere, fino alla fine. Teatro con Piero a vedere Max Giusti, sagra del Novello a Conversano, film e Real Time. Aspettando Masterchef studio John Lennon e le sue canzoni. Ovviamente se posso mi rendo utile. Quindi lezione alla Scuola del Rock su Caparezza. Dovrebbero darmi una laurea per tutto quello che ho studiato su di lui.
Dicembre: famiglia, amici che ritornano, la fit boxe che diventa una sana abitudine, i mercatini dell'antiquariato, Star Wars: Il Risveglio della Forza, i concerti di Natale, pranzoni, cenoni e tante calorie a coronare un natale dolce e senza troppe pretese. Per concludere il mese e l'anno in bellezza, una grande festa alla Scuola del Rock, pizze, pandori, ricchi premi e cotillon.
Gennaio: Piero a faccia in giù nella neve. È l'immagine più dolce che ho di lui, con uno sci al piede e l'altro lontano, il cappello storto e gli occhiali da sole a sei metri. Ci siamo fatti le foto dopo la caduta con lo spirito del "Dovessi morire alla prossima discesa, almeno hai delle foto con me!". Poi c'è Paillettes ed point noirs, il nostro successo, ma quella è un'altra storia. Il 7 Gennaio mi sono iscritta alla Scuola del Rock, in quel giorno è cominciato il sogno.
Febbraio: Smells like teen spirit al Living Room di Putignano con successiva crisi mistica per aver cantato live davanti ad un pubblico vero. Il mio compleanno con degli amici scelti e la jam improvvisata nel salone di casa mia. Mario ed Angela, il vino, le chitarre e le risate. E poi, ovviamente, il matrimonio dell'anno: Eleonora e Gianni, una cerimonia bellissima, tanto vino, Piero che mi fa volare mentre balliamo, i fuochi d'artificio e le guantiere di paste.
Marzo: cicciosità a non finire. Zeppole, ciambelle e chi più ne ha più ne metta, Erika compie 18 anni e quale occasione migliore per continuare a mangiare l'impossibile? Duetto con mio padre su Father and son di Cat Stevens, Jam Sessions ed il Trio Bobo a Molfetta. Faso che chiacchiera con noi come se ci conoscessimo da una vita e Piero con l'espressione di un bimbo a cui hanno regalato il trenino dei suoi sogni.
Aprile: Caparezza al Palaflorio. Pasquetta dalla nonna di Piero con tutta la sua famiglia, Nonna Elena è la persona più dolce dell'universo e suo nipote ne è la conferma. Finalmente conosciamo Lola e Luna, le mie pro-pro-pro oh insomma, le figlie di Alessandro e Cristina. Compleanno di Angela e concerto in suo onore, inaugurazione della nuova sede dell'associazione e, a parte degli scazzi con qualche idiota che non sa tenere la lingua a posto, un onomastico sereno e l'inizio delle prove con il gruppo di Lino. Intanto Mario segue la mia ispirazione musicale e mi permette di cantare Leading My Soul, la mia canzone. Per poco non piango, ma ci sono tutti a sostenermi e l'emozione è indescrivibile. Il 29 aprile spedisco il plico al Garp Festival dopo aver scritto il finale del libro. L'ho fatto davvero?!
Maggio: maratone di Star Wars e prove dei Guns 'N Roses a parte, fa caldo ed è tempo di mare. Majid festeggia il suo matrimonio a Conversano ed esce Cari Mostri di Stefano Benni. Quando siamo belli tranquilli e abbiamo in programma una comunione ed una cresima dei cuginetti di Piero, arriva la mail dal Garp: "Abbiamo ricevuto tutto, la premiazione è il 22 Maggio, dovresti esserci.". Biglietti del treno, valigie, stazione, Mercato delle Erbe. Ovvio attacco di panico mentre intervistano Lo Stato Sociale in attesa che proclamino il vincitore del premio. Alle 23.06 tremo sulla sedia. Morozzi si decide a proclamare il vincitore mentre Piero mi stringe la mano e con l'altra registra con la reflex. "Vince il premio Garp 2015: Storia di Lei.". E muoio, letteralmente. In piedi, braccia in aria in segno di vittoria, saltello verso le scrivanie dietro le quali sono seduti scrittori, editori e artisti vari con un sorriso che va da un orecchio all'altro. Storia di Lei diventerà un libro.
Giugno: mare, sole, pranzi romantici e serate a base di Castle. Quando qualcosa funziona bene viene naturale!
Luglio: altro matrimonio a sorpresa, Marika e Gigi ci fanno apprezzare la compagnia di parenti che non vedevo da secoli e ballare fino a notte fonda nonostante la storta alla caviglia presa sugli scogli al mare con Piero. Tutto sommato, per ogni cosa che si rompe, se ne ripara una nuova; iniziano i saggi di fine corso della Scuola del Rock e la serata finale è un evento sensazionale. Purtroppo è necessario anche fare i conti con la realtà ogni tanto, quando sembra che tutto proceda bene, mio nonno ci lascia.
Agosto: cavalli, isterismi, Alessandra, Minions. Il primo anno con Piero, una passeggiata a cavallo e i pantaloni strappati. Giri turistici con Alessandra e Stefano tra Monopoli ed Alberobello.
Settembre: in viaggio con Piero, finalmente. Gallipoli, Rivabella, Nardò, Porto Cesareo, Lecce, Leuca, Sannicola, quel posto con le torri erse nel mezzo del nulla, i pasticciotti, il ventilatore che fa il bordello di notte, luci spente e zanzare in agguato, ovetti e sorprese, la Taverna dei Viandanti dove si mangia a poco prezzo e si sta bene, io che dormo sulla spiaggia e Piero che si prende cura di me, la Coca Cola ghiacciata, i fenicotteri, la playlist del viaggio, le canzoni degli Zio Ematitos e quella voglia di non tornare a casa mai più. Il tramonto sul mare, insieme. L'esame d'ammissione al consevatorio, Elio E Le Storie Tese ad Orta Nova con gli autovelox che non ci hanno preso.
Ottobre: Milano da Alessandra, nottate di chiacchiere, lacrime e sorrisi, pioggia, musei, Duomo e Monumentale, libertà e senso d'appartenenza ad una città sconosciuta, Expo e tanta delusione, Sushi e un ciao malinconico dal finestrino del pullman. Per consolarci, una bella cenetta in due a Terrearse.
Novembre: la palestra, dannazione. Mi sono fatta convincere, fino alla fine. Teatro con Piero a vedere Max Giusti, sagra del Novello a Conversano, film e Real Time. Aspettando Masterchef studio John Lennon e le sue canzoni. Ovviamente se posso mi rendo utile. Quindi lezione alla Scuola del Rock su Caparezza. Dovrebbero darmi una laurea per tutto quello che ho studiato su di lui.
Dicembre: famiglia, amici che ritornano, la fit boxe che diventa una sana abitudine, i mercatini dell'antiquariato, Star Wars: Il Risveglio della Forza, i concerti di Natale, pranzoni, cenoni e tante calorie a coronare un natale dolce e senza troppe pretese. Per concludere il mese e l'anno in bellezza, una grande festa alla Scuola del Rock, pizze, pandori, ricchi premi e cotillon.
Questo è stato il mio 2015. Qualcosa l'avevo già detta, qualcosa no, fatto sta che va tutto bene. Ho una routine abbastanza stressante che mi lascia poco tempo per l'ansia, nonostante i miei onnipresenti dolori di stomaco non mi abbandonino mai. Piero è un ragazzo fantastico e l'idea di un futuro con lui è sempre più radicata. Ha una pazienza infinita e non ha bisogno che gli dica bugie. Mi conosce fin troppo bene. E questo mi fa stare molto tranquilla perché non ho più bisogno di nascondermi per stare a mio agio. Abbiamo visto insieme il concerto dei Musica Nuda e sono molto motivata a fare sempre meglio sul piano artistico. Qualche settimana fa ho firmato il contratto con Caracò, quindi si preannuncia un periodo pieno di sorprese come direbbe Bersani. Incrociamo le dita.
martedì 2 giugno 2015
Capitolo 93 - Shock in my town
Ovvero: rendersi conto improvvisamente che è un anno e un mese quasi che non scrivo qui sopra.
Come rimediare?
Partendo da dove ci eravamo lasciati, Maggio dello scorso anno, Robbie Williams, Torino, il museo del cinema e il viaggio con Beppe.
Tornati a casa, lui ha avuto una serie di rotture di coglioni dall'università, esami imminenti lasciati in sospeso per essere partito tre giorni e catastrofi varie. Questo ha fatto si che iniziassi a pensare di sganciarmi un po' da quella mentalità che mi costringeva ad uscire con il mio ragazzo e basta, specie in vista di un evento importante (come il sesto o settimo concerto di Caparezza GRATIS a Bari) al quale non avrei mai potuto rinunciare perché non in sua compagnia. E così è cominciato un lento e inesorabile allontanamento durato tutto lo scambio culturale (Creattivi a Lavoro) in cui ho reincontrato Didi e Nadya e parlando con quest'ultima mi sono resa conto che con Beppe le cose non andavano da nessuna parte. Allo scambio ho conosciuto Simeone e dopo due anni con Beppe ho pensato che finalmente avevo trovato qualcuno che mi facesse emozionare nuovamente. Tuttavia, si trattava di un fuoco di paglia. Simeone è un bravo ragazzo, ma molto confuso, condizionato dalle aspettative degli altri nei propri confronti e nonostante le mie insistenze mi ha fatto capire che non era il modo giusto di affrontare la rottura con Beppe. Quindi sono arrivati i Madame Clochard, l'ultima sera dello scambio, svestiti i panni della bambolina carina che tappa i buchi ad un'organizzazione già carente, ho conosciuto Michele e con lui ho iniziato a parlare della loro musica e della possibilità di diventare loro corista. Lasciato il mio numero di telefono, con Pierre e Simeone sono andata a bere una sana birra doppio malto senza rimorsi. Poi c'è stato il viaggio a Masseria dei Monelli con Nadya nel cofano e lo scazzo finale con Roberto e Maria per lo schifo che hanno creato a completamento dello scambio. 200€ presi e menati al cesso. Quindi arriviamo all'apice, la partenza per il Salento e l'assenza di Beppe, costantemente costretto a casa da libri ed esami. Doveva essere il mio supplizio, invece è stata una rinascita. In Salento ho riscoperto me stessa, la passione per la fotografia, per la libertà di essere alternativa e socialmente inaccettabile, per la giocoleria, per l'arte e la bellezza delle piccole cose. Michele e Massimo hanno continuato a farmi compagnia durante la vacanza e al mio ritorno sono stati i miei pilastri sui quali ho fondato la nuova me. Certo, loro non lo hanno mai saputo, per loro ero una testa di cazzo e lo sono tuttora, ma la loro presenza mi ha dato il giusto input per affrontare le conseguenze della fine di un rapporto. Per la precisione, la notte del compleanno di Beppe. Si, è stato davvero un colpo basso, ma non mi è fregato minimamente. Io avevo bisogno di riaffermarmi e, seppur a suo discapito, ho dovuto agire secondo ciò che faceva bene a me. Con Michele sono stata particolarmente sincera, infatti l'unica discussione che ho avuto con lui mi ha fatta correre a Bari per chiarire, con Massimo mi sono sentita sempre meno capace rispetto a lui, non so per quale motivo, quindi mi ha tenuta un po' più sotto lo schiaffo anche dopo aver smesso di vederci. Nel mese di Agosto dell'anno scorso ho vissuto duecento esperienze diverse, sono stata a Pulsano con i Madame, al mare con Massimo da Enrico, in giro per Bari, a bere e fumare come se non ci fosse un domani... ricorderò la Tennent's come la migliore amica di quelle serate. Poi è arrivato il concerto dei Madame a Torre Egnazia, e da lì si è capovolto di nuovo tutto. Uno che ride ad una battuta di merda mentre i ragazzi stanno smontando gli strumenti e io che torno a casa senza neanche un bacio dopo una serata passata a fare riprese, fotografie e sbattimenti vari. Quello che rideva mi aggiunge su Facebook e mi chiedo E QUESTO CHE VUOLE? ignorando deliberatamente la sua richiesta. Il social fa la sua parte e continua a suggerirmi che questo vuole mettersi in contatto con me e io, rassegnata, mi dico OK, LO TENGO DUE GIORNI E POI LO CANCELLO. Caso vuole che giochi a SongPop e sto tipo abbia tipo 300000 punti e finisco a sfidarlo così, giusto per dare un senso alla sua presenza. Così lui mi contatta, mi ringrazia per avergli fatto riscoprire questo gioco abbandonato da tempo, io gli rispondo e gli dico che ci gioco solo per perdere tempo e mentre lui "gigioneggia" (per usare un termine che tanto gli garba) io gli dico che esco da una storia di due anni con un tipo e non mi voglio sentire legata sulle note di Cara Ti Amo. Lui si mette a scherzare sul pezzo, su Elio e le storie tese e la musica e le preoccupazioni vanno via. Quindi finisce che ci incontriamo a Monopoli e la sera dopo andiamo a ballare a Torre Caffè. E da lì il resto è stato un'inevitabile discesa verso l'amore. La musica, le stelle, il mare di notte, le candele, le risate e le lacrime. Ogni giorno con lui mi rendo conto che è la persona con cui voglio trascorrere il resto della mia vita. È semplicemente perfetto. Mi auguro che non si accorga del fatto che non sono la persona per lui. Mi spezzerebbe il cuore.
Come rimediare?
Partendo da dove ci eravamo lasciati, Maggio dello scorso anno, Robbie Williams, Torino, il museo del cinema e il viaggio con Beppe.
Tornati a casa, lui ha avuto una serie di rotture di coglioni dall'università, esami imminenti lasciati in sospeso per essere partito tre giorni e catastrofi varie. Questo ha fatto si che iniziassi a pensare di sganciarmi un po' da quella mentalità che mi costringeva ad uscire con il mio ragazzo e basta, specie in vista di un evento importante (come il sesto o settimo concerto di Caparezza GRATIS a Bari) al quale non avrei mai potuto rinunciare perché non in sua compagnia. E così è cominciato un lento e inesorabile allontanamento durato tutto lo scambio culturale (Creattivi a Lavoro) in cui ho reincontrato Didi e Nadya e parlando con quest'ultima mi sono resa conto che con Beppe le cose non andavano da nessuna parte. Allo scambio ho conosciuto Simeone e dopo due anni con Beppe ho pensato che finalmente avevo trovato qualcuno che mi facesse emozionare nuovamente. Tuttavia, si trattava di un fuoco di paglia. Simeone è un bravo ragazzo, ma molto confuso, condizionato dalle aspettative degli altri nei propri confronti e nonostante le mie insistenze mi ha fatto capire che non era il modo giusto di affrontare la rottura con Beppe. Quindi sono arrivati i Madame Clochard, l'ultima sera dello scambio, svestiti i panni della bambolina carina che tappa i buchi ad un'organizzazione già carente, ho conosciuto Michele e con lui ho iniziato a parlare della loro musica e della possibilità di diventare loro corista. Lasciato il mio numero di telefono, con Pierre e Simeone sono andata a bere una sana birra doppio malto senza rimorsi. Poi c'è stato il viaggio a Masseria dei Monelli con Nadya nel cofano e lo scazzo finale con Roberto e Maria per lo schifo che hanno creato a completamento dello scambio. 200€ presi e menati al cesso. Quindi arriviamo all'apice, la partenza per il Salento e l'assenza di Beppe, costantemente costretto a casa da libri ed esami. Doveva essere il mio supplizio, invece è stata una rinascita. In Salento ho riscoperto me stessa, la passione per la fotografia, per la libertà di essere alternativa e socialmente inaccettabile, per la giocoleria, per l'arte e la bellezza delle piccole cose. Michele e Massimo hanno continuato a farmi compagnia durante la vacanza e al mio ritorno sono stati i miei pilastri sui quali ho fondato la nuova me. Certo, loro non lo hanno mai saputo, per loro ero una testa di cazzo e lo sono tuttora, ma la loro presenza mi ha dato il giusto input per affrontare le conseguenze della fine di un rapporto. Per la precisione, la notte del compleanno di Beppe. Si, è stato davvero un colpo basso, ma non mi è fregato minimamente. Io avevo bisogno di riaffermarmi e, seppur a suo discapito, ho dovuto agire secondo ciò che faceva bene a me. Con Michele sono stata particolarmente sincera, infatti l'unica discussione che ho avuto con lui mi ha fatta correre a Bari per chiarire, con Massimo mi sono sentita sempre meno capace rispetto a lui, non so per quale motivo, quindi mi ha tenuta un po' più sotto lo schiaffo anche dopo aver smesso di vederci. Nel mese di Agosto dell'anno scorso ho vissuto duecento esperienze diverse, sono stata a Pulsano con i Madame, al mare con Massimo da Enrico, in giro per Bari, a bere e fumare come se non ci fosse un domani... ricorderò la Tennent's come la migliore amica di quelle serate. Poi è arrivato il concerto dei Madame a Torre Egnazia, e da lì si è capovolto di nuovo tutto. Uno che ride ad una battuta di merda mentre i ragazzi stanno smontando gli strumenti e io che torno a casa senza neanche un bacio dopo una serata passata a fare riprese, fotografie e sbattimenti vari. Quello che rideva mi aggiunge su Facebook e mi chiedo E QUESTO CHE VUOLE? ignorando deliberatamente la sua richiesta. Il social fa la sua parte e continua a suggerirmi che questo vuole mettersi in contatto con me e io, rassegnata, mi dico OK, LO TENGO DUE GIORNI E POI LO CANCELLO. Caso vuole che giochi a SongPop e sto tipo abbia tipo 300000 punti e finisco a sfidarlo così, giusto per dare un senso alla sua presenza. Così lui mi contatta, mi ringrazia per avergli fatto riscoprire questo gioco abbandonato da tempo, io gli rispondo e gli dico che ci gioco solo per perdere tempo e mentre lui "gigioneggia" (per usare un termine che tanto gli garba) io gli dico che esco da una storia di due anni con un tipo e non mi voglio sentire legata sulle note di Cara Ti Amo. Lui si mette a scherzare sul pezzo, su Elio e le storie tese e la musica e le preoccupazioni vanno via. Quindi finisce che ci incontriamo a Monopoli e la sera dopo andiamo a ballare a Torre Caffè. E da lì il resto è stato un'inevitabile discesa verso l'amore. La musica, le stelle, il mare di notte, le candele, le risate e le lacrime. Ogni giorno con lui mi rendo conto che è la persona con cui voglio trascorrere il resto della mia vita. È semplicemente perfetto. Mi auguro che non si accorga del fatto che non sono la persona per lui. Mi spezzerebbe il cuore.
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