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lunedì 25 luglio 2016

Capitolo 101 - Il timido ubriaco

Sposa, domani ti regalerò una rosa.


Non ti inviterei al mio matrimonio. MANCO MORTA. Tu non meriti di vedermi felice né di partecipare alla festa, le bomboniere, la torta... no! 
Che cazzo vuoi?

Questo è quello che in preda al secondo Sex on the beach ho appuntato su un quaderno al volo durante la serata post matrimonio di Cristina e Carlo. Sono stata in preda al delirio a causa della presenza di Mirko, il fidanzato storico di Cristina, invitato alla festa assieme alla compagna. Non è così che mi immagino il mio matrimonio. Non esiste. Mirko lavora con Carlo ora e la cosa è inconcepibile già così. Tu dici: "Cristina ha voltato pagina, ha una figlia, un lavoro, fa una vita nuova.". Si, ma Mirko è lì. Non se ne è mai andato. E forse per lei non conta, ma sa che c'è.

Con il mio matrimonio sarà diverso. Azzardatevi a presentarvi e quant'è vero che mi chiamo Valeria vi tiro una scarpa.

giovedì 4 agosto 2011

Capitolo XXXII - In vacanza da una vita - 2


Vivo perduta nel mare della mia fantasia ed ogni notte un dolore che col sole va via. Io lo so, è una vita che questa mia vita va avanti così. Io vivo in vacanza da una vita, tra una discesa e una salita.

Ebbene si, questa famosa vacanza insieme è avvenuta e passata, ma è solo una vacanza. O meglio, dovrebbe essere solo una vacanza. Qui pare che abbiamo commesso chissà quale atto impuro, quando ne abbiamo commessi più a casa che fuori. Io e Chris abbiamo dormito insieme, ma per far sesso non è sempre necessario dormire insieme, anzi, per esperienza posso dire che non lo è quasi mai. Il punto è che da qui sono nate tante, troppe credenze sull'importanza dell'atto sessuale in una coppia che sta insieme da poco più di un anno. Matrimonio, contraccezione, gravidanza... ehi, fermi tutti. Facciamo sesso da più tempo di quanto stiamo insieme, perché solo ora vi vengono in mente tutte queste cose?
Perché ora abbiamo dormito (e vi posso assicurare che lo abbiamo fatto davvero) insieme. Sono state delle notti meravigliose di sogni e piccole diatribe su chi avesse più diritto ad una porzione di coperta. Non abbiamo fatto sesso, di notte. Abbiamo profondamente dormito. Quindi cosa è cambiato da prima? Assolutamente niente.

Mia madre pensa che da un giorno all'altro le darò chissà quale botta psicologica che la condurrà da un esorcista, mia suocera è convinta che sia ora di iniziare a pensare all'abito e alla cerimonia e l'unica cosa che vorrei far capire a tutti è che è proprio questa la ragione che ci ha portato alle vacanze anticipate: lo stress. Vi assicuro che le giornate ad Ostuni trascorrevano lente e con il letto disfatto, perché quando ci andava abbiamo riposato, con la cucina sempre in disordine, perché quando ci andava abbiamo mangiato, con le sigarette a portata di mano, perché vacanza è relax con una buona Lucky Strike tra le dita. Vacanza è stare bene con la persona che si ama senza bisogno d'altro. Non vi nascondo che anche i diecimila chilometri che ho camminato non sono stati così faticosi, perché semplicemente stavo bene. Ho lavato, cucinato, steso, spolverato per tutta la durata della vacanza, ma mi bastava guardare il sorriso affaticato di Chris per rendermi conto che quella fatica valeva la pena. Non mi sono mai sentita così presa da una storia e non so come sia potuto succedere. So solo che con lui sto bene, non ci sono progetti né sogni perché l'importante è il Noi Ora.

Non vedo l'ora di ripartire.

sabato 6 febbraio 2010

Mai visione fu più reale

Una giornata primaverile, la casa piena di fiori, mia nonna che mi aggiusta il vestito per la millesima volta, mia madre che piange e Carmen che fa na canna.
Mi sposo. E' il giorno cruciale. Lui è da un'altra parte, ma già so che starà sorridendo, bello come il sole.
Mirella è tutta emozionata, si chiede sua figlia quando metterà la testa a posto, ma è contenta così, Carmen è felice per me. All'ultimo momento arriva Angel, vestita da bambolina di porcellana: "Volevo fare la damigella, ma mi hanno detto che sono arrivata tardi!" esclama tutta affannata con il mio bouquet in mano. Anche lei e Babs sono prossimi, ma quel giorno per loro sembra essere passato da una vita.
Nella stanza accanto Erika parla al telefono con Simona facendole la cronaca della situazione, di sotto Filippo, Fabio (il chitarrista) e Danilo parlano del più e del meno, mentre Marco Coppola ed Anna fanno i piccioncini.
Finalmente sembra tutto pronto, mia madre continua a piangere e mia nonna continua ad aggiustarmi il velo.
Lui è pronto, ma cazzeggia con Marco, Alex e Stitico, quasi dimenticandosi che si sposa. Ma Alex, che è diligente, lo invita a salire in macchina e tutti insieme partono verso la chiesa.
E' li, bellissimo, il mio amore.
Attraverso la navata preceduta da Sabrina, con la paura di cadere da queste scarpe scomode e con le farfalle nello stomaco. La celebrazione è lenta, nei banchi però la gente sembra non accorgersene. Tutti sono sorridenti e commossi. Anche Fabio, il traditore, sembra essere colpito dalla cosa. La mamma di Genn è raggiante, Tina e Gaetano si tengono la mano. Il padre di Genn è già uscito a fumare tre volte. Sottovoce Marco si lamenta del vestito e si chiede perchè non ha messo sotto la giacca la maglia del Black Label Society.
Finalmente le promesse: io e te, per sempre. Anelli, arriva Angel con le fedi sul cuscino. Carmen ride. E poi un lungo bacio... e Fabio (il chitarrista) comincia un assolo di chitarra per accompagnare la nostra uscita dalla chiesa. Il riso, i baci, gli auguri e Scandalo che parte con un cappottone fortissimo a Genn: "Chiav'c, t' si spusat?!?".
Entriamo in macchina, Genn mi guarda e sorride. In macchina con noi c'è Peppe che comincia una delle sue digressioni sull'inutilità del matrimonio e la possibilità di chiavarsi qualcuno durante la cerimonia. Arriviamo nell'agriturismo che abbiamo prenotato. Aperitivo all'aperto, tovaglie arancioni e veli bianchi ovunque. Ci sono le rose sul nostro tavolo.
Cominciamo il pranzo, balliamo, cantiamo, Carmen mi dedica una canzone di Janis Joplin. Arriva Ambra con Domenico, mi fanno gli auguri e vanno via. Sapete com'è...


A che servono i trip quando ti fai sti film mentali?

martedì 15 dicembre 2009

Tra il cancro e l'adolescenza c'è solo una differenza

...dal cancro hai la speranza di guarire.

Comincia a farsi strada la malinconia.
"Io a trent'anni voglio essere come il Lucido, suonare, ubriacarmi, farm' 'e canne fino alla mattina..." afferma Carmen. "Wa, non ti vuoi costruire niente. Se riesco a laurearmi io a trent'anni mi so fatt' i sordi!" replica Filippo. E poi Dario, con la sua saggezza, lascia tutti a bocca aperta: "Noi a trent'anni avremo svoltato, ragà. Staremo in Jamaica o a Cuba a suonare in un bar sulla spiaggia!". E tutti lo acclamano, ridendo.
Svoltare. Bella parola. E' sinonimo di girare, cambiare direzione. Non ti dice però se quella direzione è corretta o meno. La mia svolta sta avvenendo ora: a 20 anni quasi, con alle spalle degli ex che vogliono uccidermi e degli amici che non ho più, mi avvio in un paese che non conosco, in cui l'unico contatto umano amichevole è un Nome e Cognome su Facebook. Data Enrica Elefante, con la quale ho assistito al concerto dei Modena City Ramblers il 12 agosto. Il resto è buio. Sono col morale sotto le scarpe. Ho da dare degli esami per cui non ho ancora studiato, sto per lasciare un ragazzo che mi ama e che amo, comincerò una nuova vita. Per cosa? Perchè? Possibile che abbiate potuto rendermi la vita tanto infernale da scappare a quasi 300 km da qui? Si, dannate merde. Si. La mia svolta? Non è questa, non l'ho decisa io. La svolta sarà quando a trent'anni, con una laurea in tasca e un lavoro del cazzo, deciderò di sposarmi. Non importa con chi. Sarà Genn. Sarà Piergiorgio. Non lo so. Ma al compimento dei miei trent'anni sposo il primo che incontro. E l'abito lo voglio così.