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sabato 6 giugno 2020

Capitolo 102 - Vedi cara

Non rimpiango tutto quello che mi hai dato
Che son io che l'ho creato e potrei rifarlo ora
Anche se tutto il mio tempo con te non dimentico perché
Questo tempo dura ancora.
- Francesco Guccini
Torno ad utilizzare questo spazio dopo l'ennesima minaccia di denuncia a mio indirizzo. Inutile dire che non è un modo per nascondermi, ma solo per non attivare il filtro cattiveria che ho su https://vixlarox.wordpress.com/ e che mi evita che le suddette minacce trovino fondamento. Questo blog è "nascosto in bella vista", è di facilissima consultazione e non ci stanno cazzi. Se vuoi, ci arrivi, in sunto.
La questione è una sola: ho chiuso con l'unica che abbia mai definito la mia Migliore Amica e in parte mi sento colpevole di questa fine. Poi mi fermo un momento a pensare alle motivazioni che mi ci hanno portato e mi passa. Voglio credere di essere cambiata, ma più di tutto è cambiata lei. È andata a vivere a casa di un tizio che scrive ad altre donne che vorrebbe insaponare le loro schiene sotto la doccia, si fa le canne dentro casa e la tratta dandola per scontata. È pur vero che il rapporto che mi legava a lei era forse troppo eccessivo per essere un'amicizia tra donne, tenevo a lei in un modo che forse nessun uomo riuscirebbe a raggiungere, ma posso giurare che questo sentimento non fosse assolutamente bisognoso di cure. Mi bastava sapere che ci fosse, che stesse bene, per stare bene. Per questo ho accettato questo rapporto senza dirle che questo avanzo di fogna non meritava neanche di respirare la sua stessa aria. Per questo ho rispettato i suoi spazi quando in quegli spazi non c'era più traccia di me. "Non siamo fidanzate, è ovvio che debba nutrire la sua relazione" mi dicevo. Poi è arrivata la quarantena e le puttanate anarchiche a cazzo di cane. E da lì ho cominciato a pensare che il mio errore di valutazione mi aveva condotta a considerare un sasso di fiume come se fosse una pepita d'oro. Ne ho avuto la conferma quando davanti alla morte di un altro essere umano ha parlato di orgoglio ferito e di essere indispettita per aver avuto la notizia dalla persona sbagliata. 
Prendere la decisione di troncare e finire a farlo in malo modo è stato uno sforzo importante, ma l'ho fatto con consapevolezza, più di ogni altra decisione presa finora. Ciò che è venuto fuori dopo non ha fatto altro che confermare la consistenza del suddetto sasso di fiume. Praticamente è venuto fuori che nel periodo in cui mi sono completamente affidata a lei per superare la rottura con Piero, lei sentiva frequentemente e a lungo (anche per ore) lo stesso Piero per il quale mi struggevo, semplicemente perché le faceva piacere ricevere le sue attenzioni. Si sentiva combattuta, non sapeva effettivamente da che parte stare (quando io ho sempre pensato che fossimo una squadra, una famiglia, un'unione inscindibile di anime) e decise di lasciar perdere lui solo quando scoprì di non essere l'unica destinataria di tali attenzioni. Non per me, quindi. Sono rimasta sconcertata dal venire a sapere questa cosa, in particolare per la considerazione che fino a febbraio di quest'anno avevo di lei. 
Per concludere, ha contattato uno dei miei amici dicendo di POSSEDERE LA VERITÀ su di me, a scapito di tutte le menzogne delle quali mi circondo. Menzogne che, ad oggi, non ho idea di dove risiedano nello scibile umano. Questo vuol dire che si sente talmente bruciare in culo che cerca di rovinarmi. Dimostrazione, poi, più che lampante è il messaggio ricevuto dal suo telefono a nome del ratto da latrina che millantava l'ennesima denuncia alla polizia postale. Le opzioni quindi sono due: o la postale ha una mia fotografia e mi dà la caccia come Zenigata a Lupin III, oppure per recuperare le gonadi perdute dietro alle fighe di legno con le quali si intrattiene virtualmente ha avuto questo sprazzo di cavalleria nei confronti di quell'altra decerebrata. 
Certo è che oggi si è fatta viva con l'amica in comune per saldarle il debito per Netflix, sulla base di un pagamento che sarebbe dovuto avvenire a gennaio. Penso che fosse un modo come un altro per riattaccare bottone, cosa che con me dubito avverrà. Se dovesse succedere, la prima cosa che le sbatterò in faccia sarà questa situazione dell'indecisione tra me e Piero e da lì sicuramente non tornerò indietro. È una ferita troppo grande e profonda per essere risolta pacificamente. E, come disse un popolare bestseller, "là sarà pianto e stridore di denti".
O, semplicemente, cazzi amari.

venerdì 6 gennaio 2012

Capitolo 53 - Kay è stata qui

Sono a pezzi. Ho i nervi in frantumi, la mano dolorante, le ginocchia che non reggono più il peso di questa vita. Era tanto che non ascoltavo Ligabue. Lo tengo per i momenti speciali. O per quelli troppo dolorosi per sopportarli in silenzio. Questo è uno di quelli. Vorrei che ci fosse un'altra strada. Saranno gli esami, saranno i pensieri, sarà che non sono più all'altezza di permettermi di essere me stessa. Vorrei essere una di quelle persone mediocri che vivono per Facebook o per la manicure, ma purtroppo il mio cervello funziona, ancora. Ancora, non so per quanto. Per ora va. E va male. Ora non è il passato, non è il futuro e nemmeno il presente. Ora sono proprio IO che non vado. Voglio fermare tutto, tutto questo andare senza un perché. Se Kay ci fosse forse avrei un motivo per stare così, per essere fondamentalmente vittimista e depressa. Invece non mi drogo. Esco e prendo acqua liscia. Non faccio tardi la sera. Non sono mai stata così Low Battery in tutta la mia vita. Sono stanca.

Aiuto.

giovedì 3 novembre 2011

Capitolo XLIV - Drammaturgia

Così lievemente crolla in una drammaturgia
di corpi sparsi e affranti in una collettiva delirazione
nel dare sfogo alle proprie represse voglie animali e di corruzione
voglie animali e di corruzione...
purchè non mi si tocchi...
purchè non mi si tocchi...!

Visi deformi e distorti come fossero sul fondo di una bottiglia vuota
o forse sono io quello che è sotto l'effetto di un cartone...
...animato dalla fantasia e dalla paura
che tutto possa poi svanire così, come d'incanto

purchè non mi si tocchi...
purchè non mi si tocchi...!

ma...lei è qui per me...ed oggi tocca a me

"sale dentro me
fa male ma
a me piace così...così...così
purchè non mi si tocchi!"

E vorrei anch'io
fare finta di non capire se c'è del giusto
In una notte dove ormai ho preso parte
a questa festa occulta
di ricche stregonerie e falsi Dei...come vorrei
stregonerie e fotti Dei...
purchè non mi si tocchi...
purchè non mi si tocchi...!

Ma...lei è qui per me...
ed oggi tocca a me

"sale dentro me
fa male ma
a me piace così...così...così
purchè non mi si tocchi!


Non mi sono mai piaciuti i giri di parole, le inutili parafrasi e perifrasi, le buone maniere e l'etichetta non fanno per me. Io sono per i fatti, per la carne, per il forte e chiaro potere delle semplici emozioni provate e non mostrate di facciata per nascondere chissà quale altro modo di essere. Mi piace la chiarezza. E odio le facce lavate.
Domenica scorsa assieme a mia Suocera (che mi dice che NON SIAMO PARENTI e già qui potrei fare una storia) ho visto un po' di creazioni sul suo blog (che sinceramente non è che mi interessano così tanto, visto che non sono né un'artista né tantomento un'appassionata di ciaccioli) e qualche foto che aveva sul pc. Così tra qualche pizzo e qualche merletto eccola lì, ancora lì. Le foto di Meg che imperversano nel pc di Mariangela e mi fanno perdere tutta la voglia di stabilire un contatto con lei. Penso a quanto tempo è stata lei in quella casa, a quante cose mi abbia rubato senza nemmeno saperlo, a quanto io dovrò ancora fare per non essere la seconda dopo quella buona, per non essere la sostituta o "un'altra che Cristiano ci ha portato dentro casa". Penso a quanto sia stronza, penso a quanto sia stata falsa. Se solo avesse affrontato con dignità la sconfitta mi sarebbe bastato. Ognuno per la sua strada. Invece implicazioni familiari, poi lei ha quello che è mio, io ho quello che è suo, poi l'anoressia, poi i drammi, poi le telefonate e poi Greg. Io la odio. Per incoerenza. Se avessi amato davvero Cristiano te lo saresti ripreso, con le buone o con le cattive. Invece no, IO SONO MALATA TI PREGO ASSISTIMI. Vittimismi idioti nei quali gente come Mariangela sarebbe cascata. Perché lei è fatta così, si prende troppo sul serio. E sapete una cosa? Sto iniziando a farlo anch'io. Se non hai aperto una cartella con delle foto per un anno, PERCHE' FARLO PROPRIO NEL MOMENTO IN CUI CI SONO ANCHE IO? Ma non è che ti condanno, mia cara NON PARENTE, però mi risento se permetti. Vuoi riguardarti le foto della tua adorata ex nuora che faceva venire la diarrea a tuo marito? Fallo, chi te lo impedisce? Di certo non io. Ma mi sento di fottere. Perché io mi devo beccare i suoi primi piani nel cervello e per mezza volta che mi azzardo a parlare di Federico (che tra l'altro nella mia vita sentimentale ha avuto lo stesso peso di Topo Gigio) succedono le tragedie: "Valeria a Caserta si vede con Federico e tu non lo sai.". Perché Cristiano è strunz, giustamente. Perché sa che mi vado chiavando la gente a Caserta, mica vado a dare gli esami? No, quello non serve. Oddio, serve quando sono buoni i voti, altrimenti che perdita di tempo. Io mi sono SCOCCIATA. Non voglio più parlare della mia vita, dei miei interessi, delle mie aspirazioni, tanto a casa Dagostino non c'è posto per me. E non lo faccio per vittimismo. Semplicemente perché devo imparare a stare zitta. E' l'unico insegnamento che posso trarre da tutta questa faccenda.

venerdì 14 ottobre 2011

Capitolo XXXIX - Frasi da dimenticare

La notte io non dormo e se dormo sogno, parlo
e poi mi sveglio e nelle orecchie ho l'eco di un mio urlo
cose, da dimenticare...
frasi, da dimenticare
Parole, suoni voci che pungono veloci
invidie, torti, gelosie, "non eravamo amici?"
frasi, da dimenticare...

Lo vedi... siamo ancora insieme, non ci tradiamo più
forse perché sappiamo che non ci conviene
o non ci va più.

Quest'anno vado prima al mare
così ho tempo per pensare
e faccio scorta di pensieri che non bastano mai
ne voglio quattro sull'amore, due sul fatto che si muore
voglio avere tutto chiaro, giuro, vedrai.

Ci sono troppe porte per le mie braccia corte
le avevo chiuse tutte e invece adesso sono aperte
cose, da dimenticare...
frasi, da dimenticare

Ma io io non mi sento pieno nemmeno un po'
e faccio ancora il pugno con la mano
ma non lo userò

Quest'anno vado prima al mare
così ho tempo per pensare
e faccio scorta di pensieri che non bastano mai
ne voglio quattro sul dolore, sulla gioia due parole
non commetterò più errori, giuro, vedrai

Lo vedi... siamo ancora insieme non ci tradiamo più
forse perché sappiamo che non ci conviene
o non ci va più

cose, da dimenticare...
frasi, da dimenticare


Frasi da dimenticare, quelle che intorno continuano ad avere eco in mia assenza e in mia presenza tornano più deboli ma sempre ridondanti.
Non le voglio sentire, Bender, non dirmelo ancora. So che ci sono, faccio in modo da urlarci sopra, la gente non dimentica, io voglio farlo. Mi sento abbastanza forte da affrontarle quando mi si pongono direttamente, ma non insistere quando sono assenti. Mi ci vuole tempo.

martedì 19 luglio 2011

Capitolo XXX - Inno verdano

Un po' di sana intolleranza, tante volte mi sono imposta di acquisirla, ma ora è giunto il momento di agire. Mi sono rotta i coglioni di fare la bambolina carina che aspetta di essere usata, giocata e rimessa sullo scaffale. A parte che i pizzi e i merletti non mi hanno mai donato, ma la posizione di supremazia va conquistata non grazie all'accondiscendenza, con un po' di sano menefreghismo. Ha ragione la mia terapeuta quando mi dice che tendo a giustificare i comportamenti degli altri, l'ho già scritto, ma ora ho capito cosa vuol dire: abbassare la testa e piegarsi alla volontà di chi sa che ci sarai. Mi sento profondamente ferita nel profondo quando succede, ma non per morale cristiana (che consiglia di porgere l'altra guancia) o per spirito di compassione: perché fondamentalmente ciò su cui gli altri passano sopra resta chiuso nel mio dannato animo e divento magicamente il feticcio che si prende gli aghi, piuttosto che chi ce li infila. Nulla di ciò che credevo mi identificasse lo fa davvero, e mi ritrovo a guardarmi allo specchio cercando di definire una sconosciuta. Non sono pacifista, bramo la lotta, il conflitto, la guerra e la supremazia a scapito dei più deboli. Non sono agnostica, è che proprio la religione la schifo, quindi proprio no. Non mi piace il confronto, mi sta sul cazzo scendere a compromessi, ma è vero che amo la libertà. La vita fa schifo perché c'è chi contribuisce di giorno in giorno a renderla tale, non sono un'hippie anche se mi piace guardarli e vederli sognare. Non sopporto chi giudica le persone senza conoscerle, chi non sa come sentirsi meglio se non denigrando gli altri, chi si lascia prendere la mano, chi fa troppo schifo per rendersi conto che fa schifo e chi non si rende conto che è SOLO LA COPIA DI MILLE RIASSUNTI. Comincio a pentirmi di aver fatto determinate esperienze con persone del genere, rimpiango di non essere stata più stronza. Sono desolata per non aver fatto abbastanza male e sono insoddisfatta del ruolo che ora occupo per non essere tanto perfida da fare male davvero. Mi allenerò, posso fare di meglio di tutto ciò che ho fatto finora.

Tempo al tempo.

giovedì 14 luglio 2011

Capitolo XXVIII - Il silenzio dei colpevoli

Io ti capisco, sai? Anche se hai fatto la scelta più drastica, forse sarebbe stata la stessa che avrei fatto io, nei tuoi panni. Ti capisco quando dici L'AMBIENTE INTORNO MI STA STRETTO, e capisco la voglia di uscirne, di cercare soluzioni facili, di fregartene di quello che ti dicono, perché chiunque te lo dica in quel mondo ci vive e ci sta bene, o se non ci sta bene si costringe a farlo. E questo proprio non lo sopporti. Ti parlano di "periodo no", ti vogliono a tutti i costi sano e spento. Non sanno che nel profondo hai un mostro che vuole gridare la sua ira contro tutto ciò che c'è. Si limitano a dirti che passerà, come se volessero zittirti, perché così le loro coscienze saranno pulite, sarai sedato e ti adatterai come hai fatto finora. E' così che è andata, vero? Anche a me fa schifo tutto questo. Il solo pensiero di esservi condannata mi fa dare di matto. Ma io i soldi per l'eroina non ce li ho, e nemmeno quelli per una psicologa che mi segua. Per questo ho trovato la Corvino. Lei almeno mi ascolta senza esserci costretta da una parcella. Non è la mia salvezza, come la Spagna non lo sarà per te, ma ci proviamo. Ostacoli ci sono, nessuno dice che sarà facile, ma tentare non costa nulla. Tu come stai? Lì sei felice? Io sto cercando di esserlo qui, nonostante non sia facile stare perennemente a contatto con chi ti limita, ti giudica e tende a metterti etichette senza averti mai parlato una volta. O magari chi ti capisce, tende a darti una mano, ma non ha la minima idea del terremoto che hai dentro, vorrebbe, ma non ce la fa. Sai cosa mi ha detto la terapista? Che tendo troppo a giustificare gli altri. Cosa dovrei fare allora? Lo so solo io, lei non lo sa. Bene, cerchiamo una soluzione. Smettiamo per un attimo di giustificare gli altri. Oh oh, primo ostacolo: come faccio a vivere tutti i giorni sotto lo stesso tetto con qualcuno che non ha idea di come svolgere il ruolo genitoriale che egli stesso ha scelto? Indifferenza. Ok, possiamo procedere. Oh oh, secondo ostacolo: con chi posso parlare senza pensare che sia un emerito idiota, un fascista, un idealista, un esaltato, una puttana, una superficiale, un/un'opportunista, una merda vivente? Ne restano due o tre, che non siano miei familiari o "costretti" a starmi accanto da un rapporto sentimentale. A chi interessa davvero azionare il cervello? A nessuno. A me piacerebbe tanto. Limite. Profondo senso del limite e che faccio, mi metto ad urlare come una matta come facevo due anni fa sul Monumento di Caserta? No. Mi sto e cerco di non pensarci e passare avanti, anche io avrò dei difetti. Ma perché i miei sono sempre al vaglio e quelli degli altri vanno nascosti, omessi o polverizzati? Perché fondamentalmente fare ciò che vorrei comporterebbe per me più sacrificio del fare ciò che non vorrei.

Era tanto che non scrivevo senza neanche seguirmi. Il flusso di incoscienza talvolta ritorna anche senz'alcool.

lunedì 11 aprile 2011

Capitolo VIII - L'ottavo, capitolo

In realtà il titolo sarebbe Pensandoti, di Bersani, ma non potevo esimermi dal citare il sommo Capa proprio in questo caso. Orbene, queste giornate primaverili si susseguono a ritmo cadenzato... Ho cancellato tutto l'intervento per sbaglio. Penso che non lo riscriverò.

venerdì 18 marzo 2011

Elettrocardiogramma

Sale, poi scende, poi su fino al limite e giù in picchiata. Così è il rapporto con te. E vai una volta, due, tre, poi si arriva al NON MI HAI FATTO UN POMPINO QUINDI NON STIAMO BENE INSIEME. Mi fa piacere che tu abbia apprezzato i regali, la torta, il pomeriggio da soli... ma alla fine quello che ti interessava realmente era che ti succhiassi il cazzo, vero? No ma tu mi rispetti. Non come i miei ex che mi tenevano solo per scopare. Tu sei diverso, sei sentimentale. Per questo te ne sei sbattuto liberamente del fatto che mi sia scassata per prepararti una torta prima che arrivassi, o che abbia cercato di organizzare qualcosa di bello per oggi. La giornata mi è andata contro, mi spiace. Avrei voluto portarti a Polignano, a fare una passeggiata, ma non è stata cosa... ma che importa?! Alla fine il vero dubbio sarebbe stato non sulle condizioni meteo, ma sul contesto della fellatio.

La soddisfazione di piangere per te, almeno stavolta, non l'avrai. Hai forato, Chris.

mercoledì 2 febbraio 2011

Un po' di sano razzismo non fa mai male

Io odio chi ruba la mia roba, chi mi intasa il gabinetto...

L'Inserviente


Io odio i cantanti politicizzati che affermano di non esserlo. Le donne che si fanno ingravidare per sistemarsi. Le persone fallite che devono sfogare le proprie frustrazioni su chiunque capiti loro a tiro. Gli amici stronzi. I cantanti neomelodici. I cinesi, perchè sono stupidi, inutili e troppi. I negri no, se non quelli che ti vogliono assolutamente lavare il vetro e che poi butti sotto con la macchina al semaforo. I vigili urbani. Gli Youtuber convinti. I bimbiminkia. Mia cugina che si crede figa ma in realtà è una di loro. Clemente D'Angelo e tutti quelli che non sono in grado di farsi una vita oltre il pc. Le persone che si autodefiniscono MATURE, per la maggior parte sono dei poveri illusi. I tamarri e i guappi di cartone tra gli 8 e i 14 anni. Le bambine stupide di 7-9 anni. Quelli che guardano il Mondo di Patty. Le scrittrici di FANFICTION. Le fragole e qualsiasi cosa ci abbia a che fare. Quelli che snobbano un film perchè non lo hanno visto reclamizzato da qualche fottuto mass media. La Pepsicola. Gli infoiati con la webcam. Le merde umane. I leccaculo. Le fidanzate sceme e i fidanzati stronzi. I bei ricordi legati a gente orribile. Ma più di tutti odio chi non ti dice in faccia quello che pensa. Vedi, ora so che stai leggendo queste righe, dimmelo cosa pensi. Ti fa schifo questo posto? Bene! Un po' di critica non fa mai male. Invece no. Tutti muti dietro quegli schermi luminosi. Sapete che vi dico?

Andate a fanculo.

lunedì 27 settembre 2010

Onesta e insolita

Fa bene fare qualche passo indietro ogni tanto. Oggi hai conosciuto la Vix, mio caro Chris, quella sorridente, spensierata e con tanta voglia di vivere. Quella persona non c'è più. Ti sei innamorato del lato oscuro, questa Valérie nata dalle ceneri di una persona splendida è ora la tua compagna di viaggio. La Vix era perfetta, oddio, non proprio, ma in realtà aveva ben pochi difetti rispetto a quella che sono ora. Mi rendo conto di essere diventata una specie di mostro senz'anima (la lunghezza dei miei interventi non mente), ma già il fatto che ne sia cosciente e un po' mi manchi quella parte di me è segno di guarigione, o almeno dell'intenzione di farlo. Ho scritto tante cose brutte e attraversato tanti brutti momenti che mi hanno fatto perdere la felicità e quel famoso sorriso, però voglio recuperare. Acquisire consapevolezza del pericolo avventurandomi in un nuovo domani.

Grazie per tenermi con i piedi per terra e per farmi volare senza paura di cadere.



Ti amo.

mercoledì 22 settembre 2010

Besame, Giuda.

Sopravissuta a quest'ultima prova
in fondo posso vantarmi
di essere una donna con la D maiuscola

certamente ho fatto tesoro
dei tuoi insegnamenti
e posso ben ben dire
di essere una donna con la D maiuscola
di essere una donna con le carte in regola

D come dannata ingenua
per quanto tempo ho subito i tuoi raggiri
D come dannata ingenua
per quanto tempo hai tramato alle spalle

Ho digerito il boccone amaro
e conosco perfettamente
i tuoi scopi indegni
come nessun'altra
ho sepolto gli sciocchi idealismi infantili
e adesso posso affermare
di essere una donna con la D maiuscola

di essere una donna mediamente isterica

D come dannata ingenua
per quanto tempo ho subito i tuoi raggiri
D come dannata ingenua
per quanto tempo hai tramato alle spalle
D come danna ta ingenua
per quanto tempo hai strisciato tra le mie lenzuola

Giuda baciami ancora
finchè avrai fiato e vita
fino alla ricompensa

finchè avrai fiato e vita
fino alla ricompensa

finchè avrai fiato e vita
fino alla ricompensa
Bèsame,Bèsame,Bèsame,Bèsame
D come dannata ingenua
D come dannata ingenua
D come dannata ingenua

Oui, c'est moi. Come sempre apro le porte e la gente se ne sbatte. Mi sono rotta il cazzo. Veramente. E' troppo. Spero che sia tutto un gigantesco equivoco, perchè venire a sapere cose dagli altri su quelli che pensi siano i tuoi più cari amici, mio invisibile pubblico, mi ammazza giorno dopo giorno. Vorrei urlarti in faccia che mi fai schifo, il tuo approfittarti dei miei punti deboli mi sta rendendo ancora più selvaggia e stronza di quanto già non fossi. Sappi solo che la prossima volta che litigheremo le sconterai tutte, mio caro. Dovrò pure sfogarmi, no?

sabato 28 agosto 2010

Processo morale

Signor giudice, signori della corte sono qui a difendermi dalle accuse. Voglio confessare ed essere libera da ogni peccato. 12. Dodici ragazzi, dodici persone, dodici diversi volti. Mi sono scocciata di nasconderlo, spero di non aver dimenticato nessuno. Ero convinta di essere in Sex&TheCity, ma il mio Big è un coglione. Carrie Bradshaw non avrebbe mai subito un processo per gli uomini della sua vita. Ho fatto tanti errori, ma ora mi sono ripresa. Voglio stare bene, non mi voglio nascondere.
Ho avuto un messaggio di Genn qualche giorno fa. Diceva: STO MALE A DOVER RIVIVERE CERTE COSE. VORREI SOLO ESSERE LASCIATO IN PACE.
Per una volta siamo d'accordo.
Ho una persona fantastica vicino e a tradirla non ci penso proprio. Sto bene, la amo e sono felice. Questo è Cominciare Col Piede Giusto.

martedì 10 agosto 2010

X Agosto

Dov'è la mia stella cadente?

Ho solo bisogno di tranquillità, quella tranquillità che pensavo che mi avresti donato tu e che invece sembra solo un ricordo di quei giorni di giugno. Sono stufa di soffrire. Piango ancora davanti al pc. Sto male. Mi stringe lo stomaco. Mi gira la testa. Mi tremano le mani. Voglio vivere. Basta. E' già finito l'effetto della tua droga? E' questo che era in realtà? Il tuo intento è quello di farmi male? Che ti ho fatto? Smetti di calpestarmi e ricomincia a rendermi felice. Oppure lasciami morire sola.

giovedì 29 luglio 2010

Run

Ho voglia di correre. Sola, anche sotto la pioggia. Per sentire il sangue scorrere, l'ossigeno nei polmoni e l'asfalto sotto le suole. Correre, per non pensare, per non gridare, per non fingere. Correre per restare coi piedi per terra, per sentirmi, per tornare a percepire una minuscola parte di me. Correre per non volare. Correre non per vincere, ma per partecipare. Correre per sentire nell'aria quel sapore di libertà, per cacciare via quel desiderio di tabacco e Venere, di vita spericolata, di assenzio e velocità pericolosa. Correre senza paura di cadere, il terreno lo conosco a memoria tante sono le volte che ci ho strisciato sopra. Correre senza vivere nel mondo intorno.



Perchè non è mai tutto così semplice?