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martedì 19 luglio 2011

Capitolo XXX - Inno verdano

Un po' di sana intolleranza, tante volte mi sono imposta di acquisirla, ma ora è giunto il momento di agire. Mi sono rotta i coglioni di fare la bambolina carina che aspetta di essere usata, giocata e rimessa sullo scaffale. A parte che i pizzi e i merletti non mi hanno mai donato, ma la posizione di supremazia va conquistata non grazie all'accondiscendenza, con un po' di sano menefreghismo. Ha ragione la mia terapeuta quando mi dice che tendo a giustificare i comportamenti degli altri, l'ho già scritto, ma ora ho capito cosa vuol dire: abbassare la testa e piegarsi alla volontà di chi sa che ci sarai. Mi sento profondamente ferita nel profondo quando succede, ma non per morale cristiana (che consiglia di porgere l'altra guancia) o per spirito di compassione: perché fondamentalmente ciò su cui gli altri passano sopra resta chiuso nel mio dannato animo e divento magicamente il feticcio che si prende gli aghi, piuttosto che chi ce li infila. Nulla di ciò che credevo mi identificasse lo fa davvero, e mi ritrovo a guardarmi allo specchio cercando di definire una sconosciuta. Non sono pacifista, bramo la lotta, il conflitto, la guerra e la supremazia a scapito dei più deboli. Non sono agnostica, è che proprio la religione la schifo, quindi proprio no. Non mi piace il confronto, mi sta sul cazzo scendere a compromessi, ma è vero che amo la libertà. La vita fa schifo perché c'è chi contribuisce di giorno in giorno a renderla tale, non sono un'hippie anche se mi piace guardarli e vederli sognare. Non sopporto chi giudica le persone senza conoscerle, chi non sa come sentirsi meglio se non denigrando gli altri, chi si lascia prendere la mano, chi fa troppo schifo per rendersi conto che fa schifo e chi non si rende conto che è SOLO LA COPIA DI MILLE RIASSUNTI. Comincio a pentirmi di aver fatto determinate esperienze con persone del genere, rimpiango di non essere stata più stronza. Sono desolata per non aver fatto abbastanza male e sono insoddisfatta del ruolo che ora occupo per non essere tanto perfida da fare male davvero. Mi allenerò, posso fare di meglio di tutto ciò che ho fatto finora.

Tempo al tempo.

giovedì 30 giugno 2011

Capitolo XXVI - Tutti vogliono viaggiare in prima

Hai la bibita, il giornale, lo snack e un bel sedile sul quale riposare. Hai la presa per attaccare il pc, hai il bracciolo confortevole e anche un grande spazio per i bagagli. Hai il posto in prima, sei un figo. Eppure viaggiare in prima è per tutti, purché siano disposti a farlo. O meglio, purché ne abbiano la possibilità economica. Non tutti sanno viaggiare in prima. Ci sono quelli che il viaggio in prima è il viaggio della vita e quelli che la prima, la seconda, che differenza fa, l'importante è arrivare. E ci sono quelli che, in seconda, pretendono di essere in prima. Cercano in tutti i modi di pensare di essere passeggeri di prima, ma nonostante ciò rimarranno in seconda, perché ci sono nati in seconda, e più che combattere per giungere alla prima, dovrebbero apprezzare e tenersi stretta la propria poltrona con il numero due cucito su.

Ci ho viaggiato in prima classe, ma per me non ha fatto differenza.

Siamo quelli che da quelli come te
non si fanno mai pagar da bere
perchè siamo quelli che
è meglio se lo sai
con quelli come te son sempre pari
di qua tutti vogliono viaggiare in prima
tutti quanti con il drink in mano
sotto come va, fuori come va?

lunedì 27 settembre 2010

Onesta e insolita

Fa bene fare qualche passo indietro ogni tanto. Oggi hai conosciuto la Vix, mio caro Chris, quella sorridente, spensierata e con tanta voglia di vivere. Quella persona non c'è più. Ti sei innamorato del lato oscuro, questa Valérie nata dalle ceneri di una persona splendida è ora la tua compagna di viaggio. La Vix era perfetta, oddio, non proprio, ma in realtà aveva ben pochi difetti rispetto a quella che sono ora. Mi rendo conto di essere diventata una specie di mostro senz'anima (la lunghezza dei miei interventi non mente), ma già il fatto che ne sia cosciente e un po' mi manchi quella parte di me è segno di guarigione, o almeno dell'intenzione di farlo. Ho scritto tante cose brutte e attraversato tanti brutti momenti che mi hanno fatto perdere la felicità e quel famoso sorriso, però voglio recuperare. Acquisire consapevolezza del pericolo avventurandomi in un nuovo domani.

Grazie per tenermi con i piedi per terra e per farmi volare senza paura di cadere.



Ti amo.

mercoledì 22 settembre 2010

Besame, Giuda.

Sopravissuta a quest'ultima prova
in fondo posso vantarmi
di essere una donna con la D maiuscola

certamente ho fatto tesoro
dei tuoi insegnamenti
e posso ben ben dire
di essere una donna con la D maiuscola
di essere una donna con le carte in regola

D come dannata ingenua
per quanto tempo ho subito i tuoi raggiri
D come dannata ingenua
per quanto tempo hai tramato alle spalle

Ho digerito il boccone amaro
e conosco perfettamente
i tuoi scopi indegni
come nessun'altra
ho sepolto gli sciocchi idealismi infantili
e adesso posso affermare
di essere una donna con la D maiuscola

di essere una donna mediamente isterica

D come dannata ingenua
per quanto tempo ho subito i tuoi raggiri
D come dannata ingenua
per quanto tempo hai tramato alle spalle
D come danna ta ingenua
per quanto tempo hai strisciato tra le mie lenzuola

Giuda baciami ancora
finchè avrai fiato e vita
fino alla ricompensa

finchè avrai fiato e vita
fino alla ricompensa

finchè avrai fiato e vita
fino alla ricompensa
Bèsame,Bèsame,Bèsame,Bèsame
D come dannata ingenua
D come dannata ingenua
D come dannata ingenua

Oui, c'est moi. Come sempre apro le porte e la gente se ne sbatte. Mi sono rotta il cazzo. Veramente. E' troppo. Spero che sia tutto un gigantesco equivoco, perchè venire a sapere cose dagli altri su quelli che pensi siano i tuoi più cari amici, mio invisibile pubblico, mi ammazza giorno dopo giorno. Vorrei urlarti in faccia che mi fai schifo, il tuo approfittarti dei miei punti deboli mi sta rendendo ancora più selvaggia e stronza di quanto già non fossi. Sappi solo che la prossima volta che litigheremo le sconterai tutte, mio caro. Dovrò pure sfogarmi, no?

venerdì 17 settembre 2010

Chi non muore si rivede

Toh, chi si fa sentire oggi? Vi do un indizio: sta cominciando l'anno accademico. Si, indovinato, la vostra Carmen in persona. E sapete che mi dice?



Ora, al mio posto, cosa fareste? Io niente. Lascio correre. Ho chiuso, mi sono rotta le palle. La gente pensa che la mia vita abbia le porte da saloon e ognuno può entrare e uscire quando gli pare. Non vedo l'ora che ci sbatta il muso un giorno di questi. Spero il prima possibile.

venerdì 19 febbraio 2010

Buon Viaggio.

A volte credo di non essere adatta a fare la scrittrice. Scrivo quando sto male e far diventare questo "sfogo" un lavoro potrebbe farmi venire un esaurimento nervoso. Poi mi torna in mente il vecchio Hank e torno a sperare. In fondo la vita va raccontata, altrimenti perchè vivere?
Il punto è che per avere qualcosa da raccontare bisogna che ci si inventi qualcosa. Sai che palle se tutti i discorsi fossero senza fantasia?
"Oggi ho fatto la spesa, ho cucinato, mangiato e dormito e poi ho guardato la tv."
Ma il rischio è reale. A che serve raccontare quando a nessuno interessa? C'è sempre qualcosa di meglio, il diversivo all'ascolto. E quando succede, come ora, che io abbia voglia di parlare, ZERO. Nessuno in linea su tre contatti msn. Nessuno su faccialibro. Nessun sms. Semplice silenzio.
Angoscia.
Sono stufa. Non basta mai nulla di ciò che faccio. Anche l'incidente potevo farlo meglio. Con Genn non riesco più a ragionare, ormai ci rinuncio, non mi intossico e non perdo la pazienza appresso a lui. Sto dando dei risultati buoni, su tre esami un 26, un 27 e un 30 e lode. Si, ma il 30 e lode sicuro non è perchè sei preparata, sarà stato culo. Giustamente. Poi adesso fisiologica, se non lo passi, te lo porti a giugno. Fisiologica non lo passo, non c'è nessun se. sono 500 pagine + eventuali approfondimenti che non ho il tempo nè la voglia di fare. Non rompetemi le palle per un po'! Ci riuscite a non cacare il cazzo?
Come quell'altra imbecille, Nunzia. MA STAI MALE? HAI FATTO L'INCIDENTE? -_-" cretina, c'è scritto nella frase personale che ho il collare. MA COME LO HAI FATTO? In maccho, volevo dire in macchina. Scusa, un attimo di dislessia. MA QUELLA NON E' UNA PATOLOGIA DELLO SVILUPPO INFANTILE? -_-" cretina due volte, è un modo di dire, e comunque si può essere dislessici anche a 90 anni.
Tornando all'incidente, in sunto, ho distrutto una macchina. Ho rispettato lo stop, ho attraversato l'incrocio e un coglione con un'Audi mi ha sbalzato sul marciapiede di fronte. Sono viva per miracolo. E il problema è l'assicurazione. E i soldi. Che ce ne fotte, tanto Valeria è viva. Giustamente.
Come il secondo imbecille, Domenico. HAI FATTO L'INCIDENTE? ...tutti molto perspicaci. ANCHE NOI, UN TAMPONAMENTO A CATENA SUL VIALONE. Oddio avete davvero rischiato la pelle. Che coglione.
Non voglio fare la vittima, non è nel mio stile, ma avete rotto il cazzo, voi, Yasmine e Marco, Federico, la Morte, a Marunnell e Gesùcristi vari.
La gente non vive per le tarantelle, ci sono cose un poco poco più importanti delle minacce di una pescivendola e della sua amichetta che non si fa i cazzi suoi. Ci sono cose più importanti dell'università, ci sono cose più importanti di una macchina di merda, di un cazzo di tamponamento, della dimostrazione inutile del sapere sprecato (perchè tu, vicino a me, devi spiegarmi che è la dislessia...).


Wagliù, ma fatevi un giro affanculo.

mercoledì 10 febbraio 2010

Pourquoi no?



"L'amore va bene per quelli che riescono a sopportare il sovraccarico psichico. E' come trasportare sulle spalle un bidone di spazzatura oltre un fiume di piscio in piena. [...] L'amore è una forma di pregiudizio. Io ne ho già troppi."

Charles Bukowski


Era tanto tempo che non facevo i miei spuntini notturni. Niente dannata Coca, niente allettante Vodka. Non sono ubriaca, il mio registro linguistico non mente. Sono tranquilla. E' tremendamente strano. Uno stato di apatia mista a strafottenza e tranquillità. Eden. Nirvana. Come cazzo lo volete chiamare lo chiamate. Ehm, si, non sono ubriaca ma è come se lo fossi. Trance. Si legge Trans, ma non ci stanno cazzi di mezzo. Oddio, se dobbiamo dirla tutta ci sono eccome, proprio oggi c'è stata l'ennesima tempesta. La cosa che più mi ha stupito, a parte sentire Federico parlare in dialetto e minacciarmi delle peggiori cose, tra cui le solite querele, denunce e cose del genere, è stata che ho avuto i battiti regolari. Da quando ho risposto al telefono a quando l'ho chiuso niente attacchi di panico, niente pianti, niente urla, niente. Solo un mare di parole (e neanche parolacce) che non vedevano l'ora di colpirlo. Un tram in pieno volto. Diretto, come l'Eurostar. Nemmeno le sue offese mi hanno colpito... oddio, quella dello sperma se la poteva risparmiare, ma in fondo quando finisci le argomentazioni, si sà, non ti resta che buttarti in una blanda e sciacqua volgarità. Dopodichè fine. BIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIP. Nient'altro. Nemmeno Genn nervoso al telefono, nemmeno mia madre preoccupata, nemmeno le "intimidazioni" (...che paura!) della Morte in persona. Vuoto. Che mi stia cominciando a far scivolare le cose addosso? Non credo. La diplomazia è un'arte. Adesso tutti sono convinti di avere ragione, tutti dormono col coltello sotto il Pillow e stanno tutti più tranquilli. Io per prima. Confido, come al solito, nel Karma e nella meditazione.

Che Dio mi salvi dalle grinfie del male.

domenica 6 dicembre 2009

Gesù Cristo non ha le corna

Ebbene, ecco cosa c'è che non va. Sono due giorni che ci penso. Giovedì a quanto pare ci vedremo, e come stanno le cose non ti saluterò neanche, ma ci sono tante, tante, tante cose che vorrei dirti. E' meglio che le scrivo, sennò urlo.
Non riuscirai a farmi sentire in colpa, non più. Sai qual è il problema? E' che per una questione burocratica mi sono trovata dalla parte del torto quando invece quella ferita e senza speranza dovevo essere io. Bene, il punto è questo. Io e te non siamo stati bene insieme, non ci siamo mai conosciuti nel profondo, tantomeno legati. Tu avevi, ed hai tuttora, il tuo meravoglioso mondo di merda, ed io non ho fatto altro che cercare di prendermene un po'. Perchè è questo che fanno le persone che stanno insieme, condividono, e non solo il letto quando si tratta di scopare. Vivono, trascorrono del tempo insieme e quel tempo non gli basta mai. A noi non è mai successo. "Perchè io non sono il tipo" mi dicevi. Non sei il tipo da auguri, non sei il tipo da uscita in due, a meno che non si scopi, non sei il tipo da regalo a San Valentino. Ci ho messo un mese a cercarlo. E tu? Una stupida scatola di cioccolatini Lindt. Che, tra l'altro, mi sono rimasti sullo stomaco, dato che non mi piacciono. Ma vabbè, non sei il tipo da regali azzeccati a quanto pare. Quanto ci ho messo a capire che non eri il tipo per me? Due mesi. Si, quella vacanza a Vieste è stata una farsa. Io, te e il tuo migliore amico. Che stupida a pensare che sarebbe stata la NOSTRA vacanza. Io con la febbre e tu al mare. Io nella tenda che messaggiavo con Enzo e tu a farti i gavettoni con Domenico. Bene, è stato questo l'errore, mettere in mezzo Enzo: l'anti TE per eccellenza. Enzo aveva tutto ciò che tu non avevi: era romantico, premuroso, dolce e sapeva cosa regalarmi (orologi a parte). Ma non aveva una personalità. Era un uomo specchio. E non andava bene. Insieme, voi, potevate essere il mio uomo. Quello che sa cosa vuole, ma non per questo nega l'attenzione necessaria al nostro rapporto. Tu sapevi ciò che provavo. Sapevi che stavo male, che mi mancava quel pensiero della sera, le piccole cose che cercavo in lui e ho fatto tutto per fartene accorgere. Te ne ho parlato mille volte e la tua risposta sempre la stessa: "Sono fatto così, non ci penso a ste cose". Poi l'errore fatale. Cercare te in altri volti, in altre situazioni, via dal nostro piccolo mondo imperfetto, via da ogni piccolo segreto (per quanto stupido ed insignificante), via da quel progetto senza basi. Mi stava bene. Andavo avanti, mi ero fatta una ragione del tuo carattere e tu avresti dovuto fartene una del mio, ma non è stato così. Mi hai lasciato. Bene. Specie per ciò che è successo dopo. Toh, devo trasferirmi a Bari. Che ne pensi delle storie a distanza? "Non sono il tipo, starei male, meglio lasciarci." Fico. E questo è l'amore. Finchè la barca va, lasciala andare, quando arriva la tempesta vengono a salvare me con l'elicottero mentre tu affondi con la barchetta in mezzo al mar.
Tutto questo per dire cosa?
Nulla, per fare i conti col passato come ti ostini a fare tu ogni volta che ci vediamo. Non è finita fino a quando non è finita. E adesso è finita. Sai cosa ti dico?

Meglio così.