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venerdì 8 novembre 2013

Capitolo 87 - Ricomincio da qui

Me ne accorgo così, da un sospiro a colazione.
La delusione aleggia in casa, l'aria è pesante, l'atmosfera tesa. Passerà?
Non mi piace sia tu il centro di me.
Si, maledetto.
Niente mi porterò, solo vento tra le mani. Più leggera sarò, sospesa.
Sospesa, nel vuoto. Non so che fine fare, non so che lavoro cercare, non so perché dovermi alzare la mattina.
Sorriderò prima di andare 
Basterà un soffio e sparirò 
Forse sarà pericoloso, forse sarà la libertà 
Mi guarderai e vedrai una eppure non sarò sola 
Una novità sarà e mi porterà a non fermarmi mai, non voltarmi mai, non pentirmi mai. 
Solo il cielo avrò sopra di me.
Ricomincio da qui,
Da un'effimera illusione. 
Quella di riuscire comunque nell'intento di diventare una studentessa depressa dell'università di Bari, illusione che svanirà come neve al sole il giorno 15 di questo mese, quando, nonostante le iscrizioni e lo scorrimento, non rientrerò tra i fortunati stressati del mondo della specializzazione.
Mi risveglio e ci sei, ancora tu
Qui.
Ci sei ancora?

martedì 27 dicembre 2011

Capitolo LI - Lisergica

La pagina impone una struttura innaturale al flusso di coscienza.



Bagnandomi le labbra
con un po' di miele
frutto dei miei peccati
ricorderò l'odore
dell'amata carne con nostalgia
Il sapore amaro di
una complice immortalità
ma un solo giorno di vita
dura la tua danza
tu lisergica
A modo mio
gioco e non mi butto via
e ovunque sei
sarai sempre in me
tu lisergica
tu lisergica
Proseguirò, sai
con la mia dolente
forma di espressività
così rinchiudo in me
la voglia di esser
condannato all'eternità
A modo mio
gioco e non mi butto via
dannata sia
la mia natura
amata mia
ovunque sei
sarai sempre in me
tu lisergica
tu lisergica
tu lisergica
tu lisergica
Lisergica

giovedì 24 novembre 2011

Capitolo XLVIII - Per Elisa

Per Elisa vuoi vedere che perderai anche me.
Per Elisa non sai più distinguere che giorno è
e poi, non è nemmeno bella.
Per Elisa paghi sempre tu e non ti lamenti
per lei ti metti in coda per le spese
e il guaio è che non te ne accorgi.
Con Elisa guardi le vetrine e non ti stanchi
lei ti lascia e ti riprende come e quando vuole lei
riesce solo a farti male.
Vivere vivere vivere non è più vivere,
lei ti ha plagiato, ti ha preso anche la dignità.
Fingere fingere fingere non sai più fingere
senza di lei, senza di lei ti manca l'aria.
Senza Elisa, non esci neanche a prendere il giornale
con me riesci solo a dire due parole
ma noi, un tempo ci amavamo.
Con Elisa guardi le vetrine e non ti stanchi,
lei ti lascia e ti riprende come e quando vuole lei
riesce solo a farti male.
Vivere Vivere Vivere non è più vivere
lei ti ha plagiato, ti ha preso anche la dignità,
fingere fingere fingere non sai più fingere
senza di lei, senza di lei ti manca l'aria.
Vivere non è più vivere
per Elisa, con Elisa!


A volte vorrei drogarmi per avere una buona scusa per uscire con questa faccia.

giovedì 22 settembre 2011

Il lavoro mobilita l'uomo

Chris ha firmato il contratto con la Tarall'oro. Da oggi fino al giorno 22 Dicembre è un impiegato dell'azienda. Sono felice? Non proprio, mi fa piacere per lui, ma ciò significa che andrò a fare gli esami senza di lui e che forse anche a Natale staremo lontani. Mi pongo di nuovo la domanda: sono felice? No. Non ne ho motivo. Chris può averne, io proprio no. Ma così sembro un'egoista che non pensa alle opportunità del proprio partner. Ancora una volta: sono felice? Si, perché il mio fidanzato ha finalmente un lavoro. No, perché le mie giornate senza di lui trascorrono lente e tristi.

Grazie e arrivederci.

giovedì 30 settembre 2010

Amarezza

L'amarezza è quella sensazione di tristezza e delusione che ti corrode momento dopo momento, attimo dopo attimo. E' il caffè senza zucchero, è una granita al limone, è il soufflé che si sgonfia in forno, è l'attimo in cui ti rendi conto che tutto poteva essere perfetto e invece è un gigantesco fiasco... una delusione. Delusioni che contornano i rapporti intimi, i rapporti sociali, ma anche la vita fuori da te, quella che vivono gli altri e che tu osservi da muto spettatore. Delusioni che ti segnano, delusioni che passano, intanto ci sono e rovinano le cose belle: una bella amicizia, un bel rapporto, una bella relazione. E allora avanti un altro. Quei presunti puri possono baciare queste chiappe allegramente, dice Liga. Spero solo che ci sia qualcosa di dolce ad aspettarmi domani.


O qualcuno :)

venerdì 19 febbraio 2010

Buon Viaggio.

A volte credo di non essere adatta a fare la scrittrice. Scrivo quando sto male e far diventare questo "sfogo" un lavoro potrebbe farmi venire un esaurimento nervoso. Poi mi torna in mente il vecchio Hank e torno a sperare. In fondo la vita va raccontata, altrimenti perchè vivere?
Il punto è che per avere qualcosa da raccontare bisogna che ci si inventi qualcosa. Sai che palle se tutti i discorsi fossero senza fantasia?
"Oggi ho fatto la spesa, ho cucinato, mangiato e dormito e poi ho guardato la tv."
Ma il rischio è reale. A che serve raccontare quando a nessuno interessa? C'è sempre qualcosa di meglio, il diversivo all'ascolto. E quando succede, come ora, che io abbia voglia di parlare, ZERO. Nessuno in linea su tre contatti msn. Nessuno su faccialibro. Nessun sms. Semplice silenzio.
Angoscia.
Sono stufa. Non basta mai nulla di ciò che faccio. Anche l'incidente potevo farlo meglio. Con Genn non riesco più a ragionare, ormai ci rinuncio, non mi intossico e non perdo la pazienza appresso a lui. Sto dando dei risultati buoni, su tre esami un 26, un 27 e un 30 e lode. Si, ma il 30 e lode sicuro non è perchè sei preparata, sarà stato culo. Giustamente. Poi adesso fisiologica, se non lo passi, te lo porti a giugno. Fisiologica non lo passo, non c'è nessun se. sono 500 pagine + eventuali approfondimenti che non ho il tempo nè la voglia di fare. Non rompetemi le palle per un po'! Ci riuscite a non cacare il cazzo?
Come quell'altra imbecille, Nunzia. MA STAI MALE? HAI FATTO L'INCIDENTE? -_-" cretina, c'è scritto nella frase personale che ho il collare. MA COME LO HAI FATTO? In maccho, volevo dire in macchina. Scusa, un attimo di dislessia. MA QUELLA NON E' UNA PATOLOGIA DELLO SVILUPPO INFANTILE? -_-" cretina due volte, è un modo di dire, e comunque si può essere dislessici anche a 90 anni.
Tornando all'incidente, in sunto, ho distrutto una macchina. Ho rispettato lo stop, ho attraversato l'incrocio e un coglione con un'Audi mi ha sbalzato sul marciapiede di fronte. Sono viva per miracolo. E il problema è l'assicurazione. E i soldi. Che ce ne fotte, tanto Valeria è viva. Giustamente.
Come il secondo imbecille, Domenico. HAI FATTO L'INCIDENTE? ...tutti molto perspicaci. ANCHE NOI, UN TAMPONAMENTO A CATENA SUL VIALONE. Oddio avete davvero rischiato la pelle. Che coglione.
Non voglio fare la vittima, non è nel mio stile, ma avete rotto il cazzo, voi, Yasmine e Marco, Federico, la Morte, a Marunnell e Gesùcristi vari.
La gente non vive per le tarantelle, ci sono cose un poco poco più importanti delle minacce di una pescivendola e della sua amichetta che non si fa i cazzi suoi. Ci sono cose più importanti dell'università, ci sono cose più importanti di una macchina di merda, di un cazzo di tamponamento, della dimostrazione inutile del sapere sprecato (perchè tu, vicino a me, devi spiegarmi che è la dislessia...).


Wagliù, ma fatevi un giro affanculo.

mercoledì 10 febbraio 2010

Pourquoi no?



"L'amore va bene per quelli che riescono a sopportare il sovraccarico psichico. E' come trasportare sulle spalle un bidone di spazzatura oltre un fiume di piscio in piena. [...] L'amore è una forma di pregiudizio. Io ne ho già troppi."

Charles Bukowski


Era tanto tempo che non facevo i miei spuntini notturni. Niente dannata Coca, niente allettante Vodka. Non sono ubriaca, il mio registro linguistico non mente. Sono tranquilla. E' tremendamente strano. Uno stato di apatia mista a strafottenza e tranquillità. Eden. Nirvana. Come cazzo lo volete chiamare lo chiamate. Ehm, si, non sono ubriaca ma è come se lo fossi. Trance. Si legge Trans, ma non ci stanno cazzi di mezzo. Oddio, se dobbiamo dirla tutta ci sono eccome, proprio oggi c'è stata l'ennesima tempesta. La cosa che più mi ha stupito, a parte sentire Federico parlare in dialetto e minacciarmi delle peggiori cose, tra cui le solite querele, denunce e cose del genere, è stata che ho avuto i battiti regolari. Da quando ho risposto al telefono a quando l'ho chiuso niente attacchi di panico, niente pianti, niente urla, niente. Solo un mare di parole (e neanche parolacce) che non vedevano l'ora di colpirlo. Un tram in pieno volto. Diretto, come l'Eurostar. Nemmeno le sue offese mi hanno colpito... oddio, quella dello sperma se la poteva risparmiare, ma in fondo quando finisci le argomentazioni, si sà, non ti resta che buttarti in una blanda e sciacqua volgarità. Dopodichè fine. BIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIP. Nient'altro. Nemmeno Genn nervoso al telefono, nemmeno mia madre preoccupata, nemmeno le "intimidazioni" (...che paura!) della Morte in persona. Vuoto. Che mi stia cominciando a far scivolare le cose addosso? Non credo. La diplomazia è un'arte. Adesso tutti sono convinti di avere ragione, tutti dormono col coltello sotto il Pillow e stanno tutti più tranquilli. Io per prima. Confido, come al solito, nel Karma e nella meditazione.

Che Dio mi salvi dalle grinfie del male.

venerdì 5 febbraio 2010

Radiofreccia


Buonanotte... qui è Radio Raptus... e io sono Benassi... Ivan. Forse lì c'è qualcuno che non dorme, be' comunque che ci siate oppure no, io c'ho una cosa da dire. Oggi ho avuto una discussione con un mio amico; lui... lui è uno di quelli bravi, bravi a credere in quello in cui gli dicono di credere. Lui dice che se uno non crede in certe cose non crede in niente. Be' non è vero... anch'io credo...Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards.
Credo al doppio suono di campanello del padrone di casa che vuole l'affitto ogni primo del mese.
Credo che ognuno di noi si meriterebbe di avere una madre e un padre che siano decenti con lui almeno finché non si sta in piedi.
Credo che un'Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa.
Credo che non sia tutto qua, però prima di credere in qualcos'altro bisogna fare i conti con quello che c'è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche Dio.
Credo che se mai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecento mila al mese, però credo anche che se non leccherò culi come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose.
Credo che ci ho un buco grosso dentro, ma anche che il rock n' roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici ogni tanto questo buco me lo riempiono.
Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddy Merckx.
Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri. Credo che per credere, certi momenti ti serve molta energia. Ecco, allora vedete un po' di ricaricare le vostre scorte con questo...

mercoledì 13 gennaio 2010

Vita che scorre sui binari dell'ES

Un'altra stazione, altri baci, saluti e lacrime
nuovi addii e ritrovati amori
in questo viaggio
nella notte
ogni storia, ogni Ciao
è perso per sempre.
Consumo i ricordi dei nostri
fugaci momenti insieme, le passioni
e le liti... intanto sei sempre più lontano.
La musica non blocca il
flusso di coscienza, la carta non
limita i pensieri.
Senza un posto nel mondo,
senza meta nè progetti,
in una bolla sospesa al centro
del mio universo emozionale
do vita a nuove aspettative,
diverse prospettive
di vita e di crescita, visioni distinte di una realtà che appare distorta e disarmonica. Giorni, ore, minuti di attesa... quando ci sarà quel boato che farà esplodere la mia esistenza in un gigantesco gioco pirotecnico fra luci e stelle cadenti?

"Perchè forse tu sei l'unico che potrebbe salvarmi".

Se solo questa fosse una certezza... lo è, non lo metto in dubbio, ma quanti strazianti addii dovrò ancora sopportare?

domenica 10 gennaio 2010

E come una Lucky Strike e non la spengo...

Dov'è quella sigaretta quando serve?